Antonio Martino: l’imprenditore che coniuga innovazione tecnologica, eccellenze del lifestyle italiano e radicamento territoriale

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Dal rilancio del brand Audi in Abruzzo al rilevamento del ristorante Toulà di Cortina d’Ampezzo, passando per le nuove sfide sul territorio abruzzese. Ecco l’intervista a Martino

A cura di Maura Di Marco

Un giovane imprenditore che non mette mai la retromarcia. Tra innovazione, tecnologia ed una sfida internazionale nel campo dell’enogastronomia, ingrana la quinta verso un futuro che, forse, non ci siamo ancora immaginati. Una strada alternativa verso vette ambiziose che disegnano scenari fatti di auto elettriche, social network, big data e nuova moneta. Una mappa di idee dirompenti capaci
di generare visioni per la creazione di posti di lavoro. Una guida veloce mentre, dallo specchietto retrovisore, Antonio Martino osserva un territorio che non abbandonerà mai.

Dopo la Dynamin, holding che consegue 
un fatturato dell’ordine di svariati milioni
di euro ed impiega oltre 600 persone, una nuova sfida: la Audi Zentrum. Che significato assume questo incarico nel suo panorama lavorativo?

«Sono particolarmente orgoglioso del rinnovo di questo mandato in Abruzzo e Molise, dopo anni di assenza dell’Audi nel mio territorio. Si tratta, infatti, di un concessionario importantissimo capace di catapultarci, nel senso letterario del termine, in un business fatto di auto elettriche di ultima generazione. Visionarie, a tal proposito, le parole dell’amministratore delegato della General Motors il quale annuncia che, nei prossimi dieci anni, assisteremo ad un cambiamento nel mercato pari a quello degli ultimi 100 anni. Cambierà la mobilità su strada ma, soprattutto, cambieranno le abitudini delle persone, sempre più attente all’ambiente ed agli stili di vita sani. Una rivoluzione industriale senza precedenti che abbiamo l’obbligo di cogliere».

Nelle sue parole si avverte un messaggio di positività. Quali sono le ricadute di questo investimento per l’Abruzzo e Molise?


«Puntiamo su settori che stanno cambiando pelle con il fine di generare nuovi posti di lavoro e profitto. Abbiamo in programma l’apertura di concessionarie a L’Aquila, Campobasso ed Isernia, luoghi dove, da tempo, mancano progettualità ed idee. Da settore di vanto per l’Abruzzo, quello automobilistico ha registrato,
per anni, un segno meno nell’economia regionale eppure rappresenta una strada da perseguire per ottenere crescita ed occupazione. Sono particolarmente felice di essere in testa a questo cambiamento e di portare una ventata di novità a luoghi e settori che, per troppo tempo, hanno vissuto la scure della depressione economica».

Da una parte il settore automobilistico con le macchine 
di ultima generazione e dall’altra l’enogastronomia internazionale con il rilevamento del marchio internazionale Toulà. Non le manca, certo, il gusto delle sfide e la propensione per gli ingredienti più ricercati…

«L’anno scorso ho deciso di cogliere l’opportunità di ridare smalto e grinta al “Made in Italy” che si cela dietro il brand Toulà, il famoso ristorante di Cortina d’Ampezzo che ha fatto la storia del gusto nel mondo, con 23 locali di alta cucina italiana da New York a Toronto, da Bora a Bora a Pechino. Questo brand può tornare ad essere il veicolo per le nostre eccellenze, anche quelle abruzzesi, e riportarci ai fasti degli anni ’60 quando eravamo, senza ombra di crisi, simbolo di eleganza e dolce vita. Abbiamo ricominciato nel 2017 con Cortina e speriamo di aprire a breve a Roma, riprogrammando con determinazione il ritorno di Toulà sulle piazze più esclusive, esattamente come negli anni del boom economico».

Tornando al territorio, quali sono, a suo avviso, i settori sui quali vale la pena investire?

«Sono fermamente convinto che le tecnologie di ultima generazione siano il terreno fertile per le nuove aziende. Inoltre, non dimentichiamoci che l’Abruzzo ha una tradizione scientifico universitaria invidiabile e rappresenta con il Telespazio, un’unicità nel mondo. Oggi non conta il luogo in cui si vive e si lavora perché il web ha la potenzialità di unire i
7 miliardi di persone nel globo sotto l’egida di un business che magari ha sede in un paesino sperduto. Pensiamo, per esempio, alla rinascita
de L’Aquila che potrebbe diventare il centro di raccolta dei dati sanitari ed un modello per lo studio e la prevenzione delle patologie. Siamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da innovative monete scambiabili peer-to-peer e dai social network. L’Abruzzo, anche grazie alla sua collocazione geografica, ha tutte le caratteristiche per guidare questo cambiamento».

La versione integrale della Cover Story è in edicola, pubblicata sul n. 7 della nuova edizione di Abruzzo Economia.

 

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