Qual è la bellezza del tuo lavoro?

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A questa domanda hanno risposto imprenditori, professionisti e lavoratori in occasione dell’Assemblea della Compagnia delle Opere Abruzzo Molise

“Fai il lavoro che ami e non lavorerai tutta la vita” è un proverbio arabo che nobilita l’attività che investe la maggior parte della nostra esistenza, per l’appunto, il lavoro. Ma cosa accade se non si ama quello che si fa? Come rendere interessante, ad esempio, la ripetitività? Qual è la bellezza del lavoro? Questi gli interrogativi dell’annuale Assemblea della Compagnia delle Opere (Cdo) Abruzzo Molise che si è svolta ieri, a Pescara, nel magazzino del Banco Alimentare di via Celestino V. Un’occasione stimolante per imprenditori, professionisti e lavoratori che hanno cercato insieme le risposte, e lo hanno fatto raccontando la loro esperienza in un dialogo con il presidente nazionale di Cdo, Bhernard Scholz, introdotto da Giuseppe Ranalli, presidente di Cdo Abruzzo Molise.

«Il lavoro non è una condanna ma un’opportunità per scoprire se stessi – ha affermato Scholz -. Quest’ultima può essere colta se si parte dal desiderio di bene e di bello che c’è in ogni uomo. E coglierla significa essere responsabili nei confronti della realtà: si risponde a ciò che accade per un amore a sé e agli altri, non per doverismo, che non genera nulla. Si risponde rimettendo al centro i propri talenti». Tutto, dunque, diventa interessante se cambia la coscienza di sé, anche i lavori banali o ripetitivi. «Il cambiamento – ha aggiunto – è possibile in una sana relazione: la condivisione può e deve essere un metodo di lavoro, a patto che sia una condivisione umana piena e non da bar come quella di Facebook. Per questo, la testimonianza è più efficace di qualunque regola. E si capisce – ha concluso – che il bene della persona, quello dell’impresa e quello comune sono uniti da un’unica domanda di significato che muove tutto».

I presenti hanno poi preso parte alla nona edizione dell’Open House del Banco Alimentare, serata di gala che si è svolta come sempre nella sede di Pescara. Una serata da record nell’anno del ventennale: ben trecento tra imprenditori, professionisti, lavoratori, volontari e amici hanno accolto l’invito a partecipare e vivere un evento atteso e di grande suggestione.
«C’è qualcosa di grande tra di noi, – titolo della serata di gala – è vero. Ma c’è qualcosa di grande anche dentro di noi: il desiderio di costruire cose belle e grandi. Il Banco Alimentare testimonia, con la sua opera, che si può lottare contro lo spreco di cibo, ma anche e soprattutto contro lo spreco di desiderio che si vede in tante persone». Queste le parole di saluto di Bernhard Scholz.

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