I fratelli Di Rienzo, il connubio vincente della moda

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Bond Factory e Dyloan Studio: eccellenze “Made in Abruzzo” nel campo dell’alta moda, grazie alla forte impronta innovativa e tecnologica

A cura della redazione

Due fratelli, l’imprenditoria nel dna, 31 anni di attività. La ricetta vincente di un sodalizio così lungo tra familiari risiede nella curiosità e capacità di comprendere il potenziale della tecnologia nella moda. Loreto e Anna Maria Di Rienzo hanno creato in Abruzzo una delle prime aziende al mondo in grado di eseguire lavorazioni combinate nel fashion. Tutt’altro che fasonisti hanno trasformato la piccola attività iniziale in un’eccellenza della moda luxury internazionale grazie al know-how unico, capace di prevedere e anticipare i bisogni dei clienti. Tutto nasce dal gruppo Dyloan, sintesi delle iniziali del cognome e dei nomi: DI Rienzo LOreto e ANna Maria. Una realtà che, a sua volta, include Dyloan Studio (Milano) specializzato in ricerca e sviluppo e Bond Factory (Chieti Scalo) che si occupa, invece, della manifattura di collezioni e prototipi attraverso tecnologie innovative della digital manufacturing come la termosaldatura, sperimentata per la prima volta nel 2000 sui capi moda, proprio dai lungimiranti imprenditori.

Louis Vuitton, Balenciaga, Margela (Diesel), sono solo alcuni delle grandi firme che si rivolgono ai Di Rienzo. Tanto per dirne una, Bond Factory ha di recente prodotto la raffinata borsa geometrica firmata Roland Mouret. In pelle, simile ad un origami giapponese, l’accessorio è preponderante negli outfit di Meghan Markle, moglie del principe Harry.
«Il nostro percorso – racconta Anna Maria Di Rienzo – comincia nel 1987 a Chieti, identificandosi inizialmente con il ricamo eseguito da una macchina denominata Cornely. Il passaggio da attività commerciale a laboratorio avviene grazie all’introduzione di una nuova macchina elettronica. Il primo passo verso la ricerca». Una crescita costante, grazie ad investimenti importanti in tecnologie e risorse umane fino a delineare la struttura attuale, con 70 dipendenti (la maggior parte dei quali donne, età media 33 anni).

«Oggi ci occupiamo di ricerca, progettazione e produzione nei campi della moda, dell’arte e del design, seguendo principi di sostenibilità e trasparenza», afferma Loreto Di Rienzo. Pensa localmente, attua globalmente, lo slogan dell’azienda teatina che ribalta il concetto di Think global, act local del sociologo polacco Zygmunt Baumann.
«I nostri clienti sono in tutto il mondo – aggiunge Anna Maria – ma non dimentichiamo le nostre origini con l’intento di valorizzare il “Made in Italy” e le realtà che si distinguono sul territorio».
«Ci troviamo di fronte ad un’eccellenza  – specifica Alfredo D’Incecco (Studio D’Incecco di Pescara), advisor di Bond Factory -. I ricavi, negli ultimi sei anni, si sono quintuplicati; il tutto nel rispetto degli equilibri finanziari, patrimoniali ed economici. Il processo di crescita ha registrato, nel primo semestre 2018, un incremento del 20% rispetto al precedente semestre 2017».

All’interno di Bond Factory si respira un’aria cosmopolita. Ci imbattiamo nel team di Ralph Lauren Uomo in procinto di mettere a punto la nuova collezione con il supporto dei Di Rienzo e della loro squadra. Tra impermeabili trasparenti e trench coat in Pvc di una nota maison parigina, stiliste nipponiche dal look eccentrico, tessuti pregiati, prototipi e abiti senza cuciture a vista, l’attività incede attenta e veloce impiegando le tecniche più moderne del settore dal laser all’agugliatura, dall’ultrasuono all’accoppiatura, passando per la stampa serigrafica/digitale e la modellazione 3d. «Non basta però puntare solo sulla tecnologia innovativa – precisa Anna Maria -. Della nostra attività, infatti, i clienti apprezzano in primis la ricerca che conduciamo sul piano dell’estetica, dell’eleganza, dell’accuratezza e del pregio dei processi e dei materiali».

Per saperne di più, la versione integrale dell’articolo è sul n. 9 di Abruzzo Economia, in edicola!

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