Il trasporto mette le ALIS

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«Il versante adriatico è ben coperto dalle Autostrade del Mare e l’Abruzzo deve porsi in futuro come hub interportuale di interscambio dei volumi trasportati». Intervista al direttore generale dell’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, Marcello Di Caterina

Di Jenny Pacini

Alis è la prima realtà associativa italiana nel settore dell’intermodalità sostenibile con oltre 1.365 imprese associate, che rappresentano una forza lavoro di 151.000 addetti, 105.500 mezzi, 140.300 collegamenti marittimi annuali e più di 120 linee di Autostrade del Mare. Nata a Roma nel 2016, nel giro di poco tempo è diventata un punto di riferimento per il sistema imprenditoriale italiano orientato verso un sistema trasportistico nuovo e più conveniente. Recentemente, in occasione del Transpotec Logitec 2019, la rassegna di settore che si tiene a Verona, il vicepremier Matteo Salvini ha accolto e risposto all’invito del presidente di Alis Guido Grimaldi e, con addosso la felpa della principale associazione della logistica e dei trasporti, ha detto: «Alis ha raggiunto numeri incredibili. È una delle poche realtà associative che non chiede ma porta idee». Per conoscere a fondo Alis, che potrebbe avere un grosso potenziale nella nostra regione, Abruzzo Economia ha incontrato e intervistato il direttore generale, Marcello Di Caterina.

Quali sono i punti del programma politico istituzionale di Alis?

«Al centro dell’attività di Alis vi sono i temi dello sviluppo delle infrastrutture e della capacità delle stesse di assorbire la crescita dei volumi di traffico, della continuità territoriale con le grandi isole, dell’internazionalizzazione, dello sviluppo del Mezzogiorno, e soprattutto dell’intermodalità, ragionando in termini di eco-sostenibilità. Il trasporto oggi deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Sono i capisaldi della mission di Alis. Partendo dall’ambiente, abbiamo sottratto 1.500.000 camion all’anno dalle autostrade sfruttando l’intermodalità su direttrici superiori ai 600 Km e linee di cabotaggio e abbiamo ridotto di 1.200.000 tonnellate l’emissione di CO2 in Italia. In termini economici, oggi, attraverso l’utilizzo delle linee marittime che sono più di 140.300, riusciamo a relegare l’attività dell’autista su camion all’ultimo miglio dalla committenza al porto o viceversa. Con questa strategia registriamo un grande risparmio economico perché una linea marittima intermodale costa meno di una percorrenza su tutto strada. Infine, sul sociale, ci battiamo per contrastare il dumping subìto dalle aziende italiane dell’autotrasporto. Un gap che nasce da un regime di concorrenza sleale operato dalle imprese di autotrasporto straniere, soprattutto dell’Est nei confronti di quelle italiane».

 In che modo ALIS si pone come collettore di istanze e laboratorio strategico per lo sviluppo dell’economia del Paese?

«Innanzitutto, la vicinanza di un numero così consistente di esponenti di spicco dell’esecutivo nelle giornate veronesi del Transpotec dimostra il chiaro interesse del mondo politico e istituzionale verso un settore strategico che sta dando prova di vitalità, riuscendo ad essere trainante per l’economia di questo Paese. Il trasporto oggi vive la sua sfida in Europa e l’Italia deve essere un interlocutore privilegiato, in grado di presentare le istanze del paese attraverso un dialogo proficuo. Da quando è nata, Alis ha raggiunto diversi traguardi insieme ai propri associati rendendosi portatrice di un messaggio forte a tutto il mondo del trasporto. Uno su tutti quello della valorizzazione dell’intermodalità, che sta favorendo sia il Mezzogiorno, sia le aree settentrionali del nostro paese. Su diverse direttrici si sono registrati rilevanti risultati positivi in chiave di trasporto combinato. Oltre all’armonizzazione delle normative, tra i molteplici obiettivi perseguiti da Alis vi è anche la digitalizzazione dell’intero settore attraverso l’utilizzo di innovazioni tecnologiche come l’utilizzo di documenti elettronici, in particolare dell’e-Cmr, l’accesso al lavoro nei comparti della logistica integrata, del marittimo e dell’autotrasporto».

Le imprese che rappresentate in tutto il paese, da nord a sud, possono godere di un rilevante margine di operatività in campo finanziario per lo sviluppo del proprio business, grazie ad un fondo istituito da Alis. Di cosa si tratta?

«Abbiamo dato vita ad un fondo per lo sviluppo delle nostre aziende associate e di conseguenza dell’intero comparto dei trasporti intermodali. L’accordo, raggiunto da Alis con Medio Credito Centrale e Mps, prevede che le imprese associate potranno beneficiare con grande velocità di finanziamenti per progetti di crescita e sviluppo grazie all’immediata adozione di operazioni di “tranched cover” fino a 500 milioni, che eleveranno le garanzie a copertura dei prestiti ottenuti dalle imprese richiedenti. Il tranched cover è uno strumento finanziario previsto dai regolamenti UE 2083/2006 e 1828/2006 che consente alle imprese ammesse a tale beneficio di accedere a finanziamenti con tassi d’interesse più bassi rispetto a quelli attualmente previsti dal mercato».

Sono tante le criticità legate al mondo dei trasporti in Abruzzo, una regione che necessita di soluzioni immediate e concrete per il miglioramento delle infrastrutture, attraverso un sistema di collegamenti – stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali – efficiente, economico e rispettoso dell’ambiente. Come possiamo accogliere questa sfida?

«In considerazione dell’esperienza maturata nel mio precedente incarico di segretario particolare del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti conosco bene lo stato di salute delle infrastrutture abruzzesi e c’è ancora tanto da fare. Secondo me dal punto di vista trasportistico, la vostra regione deve poter essere strategica per il sistema Paese. Il versante adriatico è ben coperto da una serie di linee delle Autostrade del Mare che partono da Venezia e Ravenna e arrivano a Brindisi e Bari, e l’Abruzzo deve porsi in futuro come hub interportuale di interscambio dei volumi trasportati. È questo il tema principale sul quale lavorare. Pertanto anche la competitività abruzzese passa attraverso lo sviluppo dell’intermodalità, per permettere a tutti gli operatori di trasporto di servire i mercati di riferimento con rapidità e puntualità, andando a lavorare in maniera attenta su ogni anello della catena della logistica. Per fare questo servono migliori collegamenti del cosiddetto “ultimo miglio” e strutture logistiche in grado di far dialogare direttamente il sistema mare con la rete ferroviaria e viaria. È nostra intenzione, come Alis, associare molte delle realtà abruzzesi. Lo scorso anno ho partecipato ad un evento a Chieti  su “I porti e i loro territori: le ZES e le Zone Logistiche Semplificate”, opportunità che l’Abruzzo deve cogliere, oltretutto con il vantaggio di essere la regione più vicina alla Croazia. Come Alis, nei prossimi mesi intendiamo essere sempre più presenti in questo territorio per dare il nostro contributo al tessuto imprenditoriale locale». 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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