Lily Lapenna, una lady abruzzese nel mondo

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Dai massimi livelli dell’impresa sociale come fondatrice e CEO di MyBnk, per la quale nel 2018 ha ricevuto un’onorificenza dalla casa reale inglese , alla consulenza sulla leadership globale. Con il cuore rivolto verso la ricerca di soluzioni tecnologiche ai problemi sociali

Di Raffaella Quieti Cartledge

L’ultima volta che l’abbiamo intervistata, Lily Lapenna, di origini teramane, aveva fondato e gestiva attivamente l’attività di MyBnk, microcredito che conferisce nozioni pratiche di imprenditoria e finanza ai giovani dal Regno Unito alla Cina, passando per Francia, Italia, Turchia ed altri Paesi. Il modello di formazione finanziaria ed imprenditoriale è stato esportato nel mondo e ha istruito più di 200.000 ragazzi. Grazie alle pressioni esercitate da “Lady Lapenna” sul Governo britannico oggi, sei milioni di giovani all’anno, ricevono una formazione finanziaria nelle scuole statali inglesi.

Lily Lapenna, di cosa si occupa?

«Dopo aver assunto il ruolo di presidente del Cda di MyBnk, mi sono trasferita da Londra a Los Angeles dove, oltre ad insegnare all’università, ho creato un business di consulenze in strategia, leadership ed innovazione per governi, rivolto a multinazionali e start up. I miei clienti includono la Pfizer in Italia, Google negli USA e Barklays Bank nel Regno Unito. Collaboro anche con amministrazioni locali negli Stati Uniti e con il Governo britannico. Il mio focus è sull’impresa sociale e sull’imprenditoria. Insegno business ad impatto sociale all’Università Occidental College di Los Angeles (frequentata da Obama, ndr) e presso la Business School dell’Università di Oxford, nel Regno Unito. Ho un approccio molto pratico e i miei studenti imparano mentre cerchiamo soluzioni alle problematiche sociali, idealmente con un interesse particolare su come la tecnologia possa contribuire a risolvere le grandi difficoltà dell’umanità e del pianeta. Cerchiamo di combinare finalità sociali con un ritorno economico, impiegando innovazioni gestionali nel business e nella tecnologia. Mi avvalgo di un team di collaboratori (coach e facilitatori di impresa) che mi permettono, da S.ta Monica (USA) dove risiedo, di lavorare su progetti internazionali».

Al momento quale progetto sta seguendo?

«Al momento, in collaborazione con il sindaco di Los Angeles (il democratico Eric Garcetti, a 48 anni il più giovane sindaco mai eletto negli USA) lavoro sulla ricerca di strategie per affrontare il problema dei senzatetto che affligge in particolare la città di L.A e dove ogni notte 60.000 individui, di cui un terzo sono donne, dormono per strada. Il dramma delle migliaia di persone senza fissa dimora risiede nel fatto che non sono in possesso di documenti di riconoscimento perché spesso li smarriscono. Senza documenti cessano di avere diritti e diventa ancora più complicato offrire loro le cure mediche di cui necessitano o la possibilità di usufruire di vari servizi che potrebbero permettere loro di reintegrarsi nella società. Alcune tecnologie, come quella blockchain, ci stanno dando ispirazione per trovare soluzioni a questo grande quesito, grazie alla creazione di un sistema digitale che dispensi gli homeless dalla necessità di mostrare documenti cartacei».

Oggi il suo modello di istruzione finanziaria dei giovani è utilizzato nel mondo e i
suoi progetti ambiscono ad un impatto internazionale. Da dove proviene questa capacità di far crescere le sue idee su scala globale?

«Ho un desiderio innato di creare il maggior impatto possibile. Penso sempre di non aver fatto abbastanza e rifletto su cosa posso fare di più, che sia fare lobbying presso un Governo, offrire consulenza per la creazione di un’azienda, dare vita ad un’idea. Desidero anche ispirare politici o capi d’azienda ad assumere una nuova forma di leadership, dotata di una coscienza sociale. Li invito ad osservare le nuove tendenze, le nuove tecnologie e a riflettere su come i loro ruoli possano influenzare il mondo del lavoro, l’educazione e le nuove generazioni. Ponendo i buoni propositi sullo stesso piano del profitto, incoraggio i nuovi leader a cercare un impatto sulla popolazione e sul pianeta che sia all’insegna delle keywords: profit, people and planet».

Ci parli dell’alta onorificenza di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE) ricevuta dai reali inglesi.

«Ho ricevuto l’MBE a giugno dello scorso anno, in onore del lavoro svolto con MyBnk sulla formazione finanziaria dei giovani. Il principe William che mi ha conferito il titolo, si è dimostrato informato ed interessato al programma di MyBnk. Non sono stata la sola a notare come, in quel momento, il reale sia riuscito a farci sentire persone speciali, interfacciandosi con le persone premiate in modo autentico, dimostrando vera gratitudine per i servizi che abbiamo reso al Paese. Mi ha fatto molte domande su Mybnk. Voleva sapere a che età bisognerebbe iniziare ad educare i più piccoli sui concetti base di personal finance e gli ho spiegato che alcuni progetti di Mybnk sull’educazione hanno coinvolto bambini a partire delle scuole elementari. A questo proposito, iniziamo all’età di cinque anni con “giochi di famiglia” in cui gettiamo le basi per l’educazione sulla gestione dei propri risparmi. Prince William ha ammesso che un’educazione finanziaria sarebbe stata utile anche a lui, e desidera che i suoi figli la ricevano. Tra me e me ho pensato che se esiste una famiglia al mondo che non ha una necessità impellente di ricevere un’educazione finanziaria, forse è quella dei reali inglesi».

La versione integrale dell’intervista nel numero 13 di Abruzzo Economia in edicola!

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