Presentata a Pescara l’installazione permanente di Franco Summa “Il giardino incantato” che sorge nell’ambito del progetto “OperA” di Caldora

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Il connubio tra l’architettura simbolo della storica società di costruzioni, firmata dall’archistar Mario Botta, e l’arte del maestro Summa, per la valorizzazione dello spazio urbano

È stata inaugurata ieri l’installazione permanente “Il giardino incantato” del maestro Franco Summa, commissionata da Caldora Immobiliare Costruzioni al fine di impreziosire il complesso residenziale “OperA” e, al contempo, il tessuto urbano circostante. Presenti all’evento: il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini; l’imprenditrice Deborah Caldora; l’artista Franco Summa e l’assessore alla Cultura, Giovanni Di Iacovo.

Ad aprire la conferenza stampa, le parole del primo cittadino: «Sono felice che a gestire questo complesso abitativo sia Caldora Costruzioni perchè, in quanto società storica pescarese, la sua presenza, unitamente all’omaggio dell’opera del maestro Summa, sono premianti per la città stessa». L’ambizioso e prestigioso progetto “OperA”, firmato dal celebre architetto Mario Botta, oggi è divenuto un simbolo della città e del suo sviluppo urbanistico e architettonico. Un edificio ad uso abitativo e direzionale, unico nel suo genere, dalla forma ispirata a quella di un fiore, elemento ricorrente nelle creazioni dell’archistar Botta. Il progetto, ideato e realizzato da Caldora, infatti, è costituito da quattro corpi di altezze diverse detti “petali”, il più alto
dei quali si sviluppa fino a 54 metri.

Ai piedi di OperA sorge “Il giardino incantato” di Summa: una serie di alberi astratti, plastici, dai colori vivaci dell’arcobaleno, disposti in filari simmetrici che, dall’alto, costituiscono un quadrato. Non una semplice e imponente scultura, piuttosto un “progetto integrato” all’architettura, che dialoga geometricamente con le forme curvilee dell’edificio a torre.

Caldora Immobiliare Costruzioni si occupa da sempre di contribuire allo sviluppo urbanistico e culturale della città, sia ideando iniziative imprenditoriali che si inseriscono nel contesto nel quale vengono realizzate, valorizzandolo, sia mediante il ricorso all’attività filantropica aprendo, sin dall’inizio, il cantiere “OperA” all’arte contemporanea, prima con “Fuori Uso in Opera” (2012) e, adesso, regalando alla collettività un’opera del maestro Summa.

«Al centro della nostra attività imprenditoriale – afferma Deborah Caldora abbiamo sempre posto la giusta attenzione al contesto, non solo fisico ma anche culturale, sociale e ambientale. Con “OperA” e il contributo di Summa intendiamo accogliere la sfida culturale di integrare tra loro architettura, arte e dimensione urbana».

Nella zona in espansione di Pescara Porta Nuova, dove sorgono il Nuovo Palazzo di Giustizia e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, la creazione di Summa funge da raccordo tra l’architettura di “OperA” (in Via Antonio Lo Feudo) e il tessuto urbano, interpretandone in chiave contemporanea la vocazione dinamica, divenendo una sorta di moderna agorà. All’artista pescarese, inoltre, Deborah Caldora ha commissionato anche la realizzazione di un giardino vero e proprio, che dovrà sorgere nell’area circostante il complesso residenziale, specularmente a “Il giardino incantato”. Il progetto del Maestro omaggia la città, rendendo la bellezza e il valore artistico dell’opera fruibili dalla collettività.

«Urbana – dichiara Franco Summa è una dimensione del fare arte che si pone come obiettivo quello di contribuire alla definizione e realizzazione di una idea di città intesa come filosofia di vita, come proiezione nel mondo di un’idea di bellezza e come manifestazione della propria capacità di porsi, in relazione consapevole e creativa, con i dati dei contesti ambientali, architettonici e naturali».

«Un progetto – conclude l’assessore alla Cultura di Pescara, Giovanni Di Iacovo che rende Pescara accogliente, vivibile, bella. Ed è per questo che ringrazio Deborah Caldora a nome della città, un’imprenditrice che ha creato, insieme al contributo artistico Franco Summa, uno spazio pubblico che ben si concilia con il concetto di abitabilità culturale».

 

 

 

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