Attenti a quei due

0
1374

All’insegna della pizza gourmet, una serata a quattro mani per festeggiare i recenti successi professionali di Gianluigi Di Vincenzo e Francesco Pompetti

Di Jolanda Ferrara

ARIELLI – Identità di pizza, di olio e di gelato: focaccia romana e gelato all’olio extravergine aromatizzato al basilico, un capolavoro di leggerezza, friabilità e freschezza nel sorprendente finale di una serata già a suo modo straordinaria, emozionante. Quella del 20 dicembre da Giangi Pizzeria, emergente tempio della pizza gourmet nella sconfinata provincia teatina, ad Arielli.

L’idea di una serata a quattro mani per festeggiare in amicizia i recenti successi professionali – Tre Spicchi Gambero Rosso per Gianluigi Di Vincenzo in arte Giangi, e l’ingresso nella guida Identità Golose 2018 per Francesco Pompetti, giovane pizza chef gourmet della Pizzeria Ristorante Tropical 2 di Roseto – si è ben presto rivelata un’esperienza sensoriale per palati fini.

Molte e sorprendenti le suggestioni gastronomiche che hanno animato la serata “Attenti a quei due”. Selezione di prodotto, accostamenti ricercati, innovazione. Forma, sostanza e grande savoir faire. Un incontro felice di passioni per un racconto a più voci.

Primi protagonisti i due giovani e già lanciati pizzaioli: l’anfitrione Giangi, orgoglioso di riunire tanta eccellenza in casa propria ad appena due anni dall’apertura della nuova pizzeria. Giangi e il suo ormai fratello di sangue, Francesco

Pompetti, maestro dell’impasto idrolisi, base della sua “Margherita sbagliata”. La prima ad uscire, impasto fragrante a lievitazione spontanea, accesa dall’armonioso bouquet di amaro e piccante sprigionato dall’olio di oliva Intosso (presidio Slow Food) prodotto da Tommaso Masciantonio, versato a crudo direttamente dai commensali a tavola. “Sbagliata” e vincente.

Con il primo lievitato sorsi di fresca Crevette blanche, la prima delle birre artigianali Mezzo Passo (Popoli) descritte “senza fretta”, mezzo passo appunto, dal mastro birraio Bernardo Perfetti e Giacinto Di Giacomo, distributore (Diffusion Beer). Birre con una personale interpretazione della tradizione belga (la Crevette blanche è aromatizzata con camomilla e scorze di limone) e una selezione di birre ispirate al nuovo mondo spingendo sulla luppolatura. Personalità spiccata.

Scioglievolezza può dirsi anche per la pizza? Sì, è Giangi a sbalordire. Mandando in tavola una focaccia romana imbottita di delizie,

molte presidio Slow Food: Mortadella di Campotosto, rucola e stracchinato, condita a crudo con l’olio da olive autoprodotte e macinate nel frantoio del maestro Masciantonio, a Casoli sotto la Maiella. Focaccia che resterà scolpita nella memoria.

Ancora Francesco, che da buon abruzzese della costa, punta ai sapori di mare. L’impasto ben alveolato, da lievito madre, è al plancton marino, quindi verde erbaceo. Sopra sarda affumicata del Cantabrico con maionese di vongole e polvere di nocciolo d’oliva, su tutto un giro di dop pretuziano delle Colline Teramane (Monaco). Spicchi per ricercatori di emozioni.

Ancora Giangi che cala uno dei suoi assi, Abruzz’me’. Ed è subito poesia. Crema di ricotta allo zafferano di Navelli, fiordilatte, cime di rapa, Ventricina del Vastese, Canestrato di Castel del Monte e polvere di Peperone rosso di Altino. Impasto alla romana condito con l’olio “di casa” corretto da Masciantonio. Combinazione di rara armonia abbinata con la Tripel allo zafferano.

E si va per la tombola. Entra in campo, anzi in cucina, il mastro gelatiere Elvan Di Blasio (Amodomio, Pescara). Formatosi all’Accademia Etoile Venezia e scopertosi agrigelatiere per passione, Elvan va esplorando nuovi gusti gastronomici di gelato/sorbetto a base di olio extravergine d’oliva di prima spremitura. Come nell’alta cucina, emulsioni naturali lavorate al momento partendo da (pochi) ingredienti di prima qualità. In questo caso l’Intosso di Caprafico in purezza e la linea di agrumati – al limone, cedro, arancia – e aromatizzati – al basilico “vasanicòla”, peperoncino, zafferano aquilano – dello storico trappèto Tommaso Masciantonio.

“A modo suo” Elvan contamina la crostatina al limone prevista dal menu, aggiungendo una pallina di sorbetto di pistacchio puro con l’agrumato al limone. Freschezza, intensità e cremosità che non ti aspetteresti da un sorbetto. Ma da questo sì.

Avanti con il gusto zafferano aquilano, produzione di nicchia di Adriana Tronca, nella valle del Sirente. Eleganza che dà dipendenza. E arriva il colpo di teatro, gelato al cioccolato (cacao olandese) con l’agrumato all’arancia. La favola di Natale.

Infine, in un clima ormai di resa, il boccone del re. Focaccia romana e gelato all’extravergine aromatizzato al vasanicòla, polvere di Pachino on top. L’ultima prova di virtuosismo in questa pirotecnica, desiderata, e attesa, serata. Ma non finisce qui, no che non può, i maestri riuniti lo promettono. Troppo ancora da raccontare, far conoscere, stupire…

LEAVE A REPLY