Vastarredo, l’evoluzione dell’arredo scolastico in Europa

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Da sinistra il presidente di Vastarredo srl, Emidio Salvatorelli, e l'amministratore Alessandro Grassi
Qualità, innovazione, know-how industriale e sostenibilità ambientale. Il successo di un’azienda abruzzese a conduzione familiare, trasformatasi da realtà locale a gruppo di livello internazionale

Un’azienda dove legno e acciaio, materiali nobili, vengono plasmati da mani esperte che li trasformano in prodotti confortevoli, ergonomici e dal design essenziale. Vastarredo è leader nell’evoluzione dell’arredo scolastico in Europa. Dall’inizio dell’attività negli anni ’60 fino ad oggi, la conduzione familiare è stata ed è uno dei pilastri su cui poggia saldamente le sue basi. Una storia che parte nel secondo dopoguerra, nei primi anni ’50, quando un vastese di nome Remo Salvatorelli comincia un percorso imprenditoriale legato al territorio con lo sguardo rivolto al domani. «Mio padre, un artigiano, – racconta Emidio Salvatorelli, presidente di Vastarredo srl – lavorava ferro e legno nella sua piccola bottega a Vasto. Nel periodo del servizio militare a Pesaro è entrato in contatto con realtà più sviluppate dal punto di vista industriale. Negli anni ’60, rientrando in Abruzzo, ha iniziato a produrre mobili per gli asili parrocchiali e banchi per le chiese per poi dedicarsi alla produzione di cucine in stile americano con un materiale a quei tempi innovativo, la fòrmica (l’attuale laminato plastico)». In un periodo di boom economico in cui dallo Stato giungono i fondi per la costruzione delle scuole e gli istituti necessitano di arredi, guarda caso, la fòrmica è il materiale ideale, anche perché facile da pulire. È così che Remo partecipa agli appalti pubblici e comincia a produrre banchi. Quando il lavoro incrementa, ecco l’esigenza di ampliarsi nella zona industriale di Vasto, a Punta Penna, impiegando macchinari più innovativi. I contributi a fondo perduto per le nuove imprese del Sud favoriscono l’assunzione di manodopera e contribuiscono ad ampliare gli orizzonti. All’inizio degli anni ’70 arrivano in azienda anche i figli Nunzia ed Emidio, il protagonista della Cover Story di Natale. «Nostra sorella Luciana – prosegue quest’ultimo – si occupava di un’altra impresa che commercializzava arredi per i parcogiochi mentre nostra sorella Daniela seguiva un negozio di arredamento. Purtroppo è venuta a mancare precocemente e suo marito, Alessandro Grassi, ha iniziato a collaborare con noi». Da allora di strada ne percorre, visto che dal 2017 ricopre il ruolo di amministratore di Vastarredo.

Una famiglia cresciuta in azienda dove il lavoro è un valore fondante. I frutti del percorso paterno maturano negli anni ’80, quando la nuova generazione apporta una vera e propria trasformazione industriale. «Abbiamo portato idee e ulteriore innovazione – spiega Emidio Salvatorelli – concentrandoci sulla produzione di arredi per le scuole dell’infanzia e sulla distribuzione e vendita dei nostri prodotti anche sul mercato estero. Il business model da imprenditoriale è devenuto manageriale». Dal 1990 al 2000 Vastarredo varca i confini nazionali, conquistando in modo particolare la Germania.

Un punto di riferimento per il territorio, l’impresa dei Salvatorelli in quegli anni incrementa l’offerta di lavoro consentendo a tanti vastesi di intraprendere una carriera lavorativa nel settore. Lungimiranza e azione conducono all’acquisizione di aziende concorrenti in Italia, la società Iras con sede a Roma e la società Ilssa con sede a Caronno Pertusella (Varese). Nel 1994 viene poi acquisito uno stabilimento in Polonia, a Mszana, nella provincia di Cracovia, denominato Refas, dove vengono prodotti curvati per sedute e parti di ricambio in legno.

Un percorso di crescita costante quello di vastarredo che, grazie alle capacità manageriali della famiglia Salvatorelli, ha permesso di affrontare situazioni di mercato sempre più complesse. Nei mesi di settembre e ottobre del 2020, Vastarredo si consolida al livello nazionale grazie all’adesione al bando pubblico promosso dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Un’importante occasione per una realtà che normalmente vede crescere il suo fatturato nei mesi estivi. L’azienda, infatti, si è aggiudicata insieme ad altre sei imprese italiane l’appalto per la produzione di banchi e sedie da distribuire in tutta Italia. «Ci siamo occupati di un lotto di 500mila banchi e 300mila sedie» illustra Emidio Salvatorelli. Per soddisfare l’enorme richiesta, l’impresa di Punta Penna ha dovuto raddoppiare i turni e di conseguenza incrementare i posti di lavoro coinvolgendo diverse aziende satellite che già riconoscevano il valore di Vastarredo e di Emidio Salvatorelli, anche membro del consiglio di presidenza di Federlegno.

 

I PUNTI DI FORZA

Continua ricerca, innovazione, know-how industriale e sostenibilità ambientale sono le caratteristiche di questa impresa a conduzione familiare trasformatasi da realtà locale a gruppo di livello internazionale. Vastarredo è da sempre sinonimo di affidabilità: da più di 60 anni la conquista dell’eccellenza è un processo di perfezionamento costante. La selezione dei materiali e dei componenti più performanti, l’elevazione degli standard di produzione e d’assemblaggio, sono attività attentamente codificate nella complessa filiera produttiva dell’azienda. «Uno dei più importanti vantaggi per chi sceglie il nostro brand è quello di ottenere un prodotto sicuro e durevole nel tempo, garantito da un sofisticato processo industriale», spiega l’amministratore Alessandro Grassi, eletto nel 2020 anche presidente di Assovasto, l’Associazione Imprese del Vastese.

Certificazioni /come la ISO 9001-14001 EMAS OHSAS18001 SA 8000 FSC PEFC) e qualità sono due elementi inscindibili: «L’impegno del nostro gruppo, per essere credibile, deve essere sottoposto a sistematico controllo da parte di enti certificatori riconosciuti e accreditati», specifica Emidio Salvatorelli. La produzione è seguita in tutte le sue fasi da tecnici che ne accertano e verificano l’adeguatezza, l’industrializzazione e la qualità. Inoltre, l’impresa nasce a due passi dalla Riserva naturale regionale di Punta Aderci e «questo accresce il nostro legame con il territorio attraverso la responsabilità ambientale e l’approccio sostenibile con l’utilizzo di materie prime post-consumo, “seconda vita”, come il metallo e il legno, focus dell’economia circolare», aggiunge il titolare. I prodotti si fregiano del label Nordic Swan (certificazione UNI EN ISO 14024), prestigioso ente certificatore nordeuropeo.

Un altro punto di forza è la contemporaneità dei prodotti. «Ci siamo adeguati allo sviluppo del nuovo concept di scuola, non più solo frontale. Il banco, oggi, è un oggetto modulare e regolabile che rientra nella gestione di un’aula 3.0 nella quale la disposizione degli arredi è flessibile e cambia in base alle nuove esigenze didattiche. Da prodotti monocolore siamo passati ad arredi con una pluralità di funzionalità e finiture che si esprimono anche nelle cromie», conclude Salvotorelli, che sottolinea anche come i processi interni vadano nella direzione dei nuovi paradigmi produttivi di industria 4.0, «dalla progettazione al design, dal computer alla macchina».

 

 

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