Il sax e (non solo) di Piero Delle Monache

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Il 29 marzo il teatro Massimo di Pescara ospiterà lo spettacolo “SoloSé”, una riflessione in musica e parole tra temi attuali e antiche domande

Di Barbara Maria Wales

Con la sua musica è arrivato fino in Giappone, ha sfiorato l’attentato all’aeroporto di Ataturk, in Turchia, dove si trovava per un concerto e ha stregato l’agenzia pescarese Baltimore, la stessa che ha portato in città nomi come Elio, Zingaretti, Frassica. Si tratta di Piero Delle Monache, un musicista davvero talentuoso, giovane ma non troppo, jazzista ma non troppo, atteso nella sala principale del Massimo – in via Caduta del Forte – il prossimo 29 marzo alle 21.

Di stampo assolutamente teatrale, il suo concerto sarà un percorso in solo sax ed
effetti laddove con quest’ultima parola si indicano strumenti etnici, elettronica, voci fuoricampo, omaggi cinematografici, persino voli nell’universo. Il tutto ben condito da luci
e fumi. Pensato come omaggio ai 4 elementi
– terra, acqua, aria e fuoco – SoloSé, questo il titolo, farà riflettere sul viaggio dei migranti, tematica quanto mai attuale, e sulla ricerca del sé, che dalla notte dei tempi porta l’umanità ad interrogarsi. Implicitamente avrà importanza anche la meta: non tutti la definiscono prima di partire, qualcuno la sogna ma non la raggiunge, qualcun altro la conquista ma poi si trova spiazzato. Non mancano riferimenti alla filosofia d’Oriente, in particolare a Lao Tzu.

Ma qual è stata la scintilla che ha innescato una simile produzione? In pratica, come nasce SoloSé?

«C’è sempre un insieme di motivi, ma uno è davvero fondamentale – sintetizza l’artista -. La voglia di sperimentarmi con una dimensione per me nuova, quella del sassofono in solo. Trovo questa soluzione davvero stimolante, tanto da avermi spinto a firmare, per il Museo delle Genti d’Abruzzo, la direzione di una rassegna musicale interamente dedicata ai progetti in solo dei miei colleghi».

Presente sulla scena musicale da quasi un ventennio, Delle Monache è uno che sa spaziare: tra i suoi più riusciti spettacoli, quello di musica e danza con Fabrizia D’Ottavio, ex campionessa olimpionica, e il reading con lo scrittore Diego De Silva. Tanti – e in tutto il mondo – anche i concerti con formazioni più ampie. Per ascoltare in gruppo questo vulcanico – l’aggettivo non è casuale – sassofonista e compositore, basta aspettare un prossimo live o cercare i suoi dischi, 2 dei quali pubblicati dall’etichetta romana dell’Auditorium Parco della Musica (famoso plesso culturale internazionale progettato da Renzo Piano, a due passi dal Maxxi). Ecco i nomi: Thunupa, che è appunto un vulcano sudamericano e un dio andino, e Aurum. Maggiori info supierodellemonache.net oppure #SoloSé.

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