Arcadia, il design “Made in Italy” in ufficio

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Efficienza e innovazione, in uno spazio di lavoro aperto e senza barriere. Un successo che risiede nell’incontro, in azienda, tra la prima e la seconda generazione

A cura della redazione

Le imprese familiari hanno una visione a lungo termine e svolgono un ruolo chiave nel sistema economico italiano. È questa la forza del Gruppo Penta che, grazie al felice incontro tra la la prima e seconda generazione in azienda, ha saputo innovarsi. Così, oggi integra la produzione di pareti divisorie e infissi con soluzioni a progetti complessi, andando oltre l’ufficio e l’abitazione, posizionandosi come un vero e proprio solution maker all’interno di aeroporti e hotel di lusso. Con sede nell’area industriale di Castelnuovo Vomano di Castellalto (TE), l’azienda presenta un organico di 50 dipendenti e un fatturato di 8 milioni di euro. Arcadia, fiore all’occhiello del Gruppo, vanta un’offerta che copre la maggior parte delle esigenze di arredo dell’ufficio moderno. Flessibilità è la parola chiave: spazi che cambiano e si adattano alle esigenze lavorative in un contesto in continua evoluzione, elementi divisori che si muovono, cassettiere che all’occorrenza si trasformano in scrivanie, tavoli riunione elevabili per quick meeting. Vetro, alluminio, acciaio, legno e colori: sono questi gli elementi che, sapientemente combinati, rendono lo spazio ufficio ideato da Arcadia luminoso e funzionale.

Negli ultimi anni l’azienda si è arricchita del dinamismo della seconda generazione
che, pur avendone modificato radicalmente il management, non ha rappresentato un elemento di rottura, ma al contrario, incarna il trait d’union tra il vecchio e il nuovo. «Il passaggio generazionale va studiato e preparato a tavolino, non c’è spazio per l’improvvisazione». A dirlo è l’amministratore unico Primo Pompilii che, trent’anni fa, ha fondato il Gruppo Penta insieme a Marcello Di Gregorio, Domenico De Padre e Giuseppe Santarelli. Oggi, Arcadia vede all’opera un solido team: «I figli – prosegue Pompilii – adeguatamente formati e con esperienze in altre realtà organizzative, apportano all’azienda nuova linfa vitale, ma allo stesso tempo colgono gli insegnamenti dei padri, mentre questi ultimi sono disposti a mettersi in gioco, innovandosi e lasciandosi coinvolgere in nuove sfide».

 Consapevoli che la leadership va conquistata, nonostante il “vantaggio cromosomico” in azienda, i figli di Primo Pompilii, rispettivamente Pierluigi (35 anni, responsabile operation) e Antonella (30 anni, direzione generale), e la figlia di Marcello Di Gregorio, anche lei di nome Antonella (28 anni, designer) sono giovani, brillanti e dinamici, certi che per mantenere competitiva l’attività bisogna comunque dimostrare professionalità, capacità e diligenza. Chiave vincente di Arcadia è la partecipazione di tutti i membri della famiglia alla pianificazione del processo aziendale, valutando le ambizioni, le inclinazioni e le capacità di ognuno. «Così – descrive l’amministratore – mio figlio Pierluigi, dopo una lunga formazione tecnica nell’Ufficio progettazione, è passato a gestire la Produzione. Grazie alla profonda conoscenza del prodotto e alla spiccata passione verso le nuove tecnologie, Pierluigi ha implementato rapidamente un nuovo software di produzione totalmente customizzato che, entro fine anno, verrà condiviso con i clienti dando loro la possibilità di un completo monitoraggio dei propri ordinativi».

«Mia figlia Antonella – continua l’imprenditore – tornata da poco in azienda dopo la laurea in Ingegneria Gestionale e cinque anni di esperienza in una multinazionale, ha portato una ventata di novità a 360°: dalla gestione delle risorse umane (abbassando l’età media dai 57 a 48 anni) al sistema qualità (introducendo più efficaci sistemi di controllo delle non conformità), passando per ricerca e sviluppo (con un restyling completo di tre linee di prodotti), e tutto questo in poco più di un anno dal suo ingresso. La nuova leva, Antonella Di Gregorio, architetto e appassionata di design – conclude Primo Pompilii – , apporta un contributo importantissimo nelle fasi di preventivazione e progettazione, ampliando ulteriormente la gamma di servizi offerti al cliente».

Per saperne di più, leggi la Cover Story del n. 18 di AE

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