A tavola con Claudio Patacca

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Il nutrizionista: né un dietologo, né un dietista. Bensì un professionista esperto in Scienza dell’Alimentazione e della Nutrizione, la cui attività consiste nell’elaborare programmi o profili alimentari e nutrizionali “tailor made”

Di Alessia Addari

In uno scenario mediatico di tutorial e talent culinari, in cui il piacere del cibo diventa ossessione ed il “bello” a tavola importa quasi quanto il “buono”, non manca la presenza di un assiduo corollario di esperti a vario titolo di alimentazione e stili nutrizionali. Hanno riconoscibilità e credibilità, spesso più famosi di cantanti in hit parade, queste figure sono talmente tante e diverse, alcune anche estremamente preparate, come altrettanto variegate sono le proposte di cucine alternative o regimi ipocalorici da propinare come leader carismatici, spesso fautori di dispute tra veri e propri stili alimentari. Ed è proprio da questo contesto che nasce l’esigenza di fare chiarezza su una delle professioni più conosciute del momento, quella del nutrizionista, attraverso l’intervista ad un esperto pescarese, Claudio Patacca, biologo nutrizionista e veterano, considerando la trentennale esperienza, nel settore alimentare e del fitness.

Dottor Patacca, nell’accavallarsi di figure disparate in ambito alimentare, ci spieghi anzitutto che ruolo assolve, nello specifico, la figura del biologo nutrizionista?

«Si tratta di un biologo specializzato in nutrizione umana, con un eccellente background nel campo della biochimica, fisiologia e biologia. Il biologo nutrizionista distingue e studia i processi metabolici a carico dei nutrienti, individuando gli effetti dovuti ad una malnutrizione, sia per eccesso che per difetto. Questa figura, nella fattispecie, conosce gli alimenti e le loro caratteristiche nutrizionali e/o salutistiche, essendo in grado di valutare i bisogni energetici e nutritivi dell’uomo. Ne consegue che il biologo nutrizionista, attraverso l’analisi dei bisogni energetici individuali, possa strutturare diete e profili nutrizionali, sia in soggetti sani che portatori di patologie. Esperto di educazione ed informazione alimentare, inoltre, è in grado di elaborare schemi dietetici per le comunità (scuole, asili, aziende) o occuparsi anche di statistiche alimentari».

 

Perché rivolgersi ad un nutrizionista?

«Mi piacerebbe che la percezione nel decidere di consultare ed affidarsi ad un nutrizionista come me fosse quella di non rincorrere una “dieta”, ma un vero e proprio stile di vita. Un approccio, questo, in nome di sane e corrette abitudini alimentari, necessariamente specchio di benessere e di un ottimale equilibrio psicofisico. Detto ciò, sono molte le motivazioni che spingono ad un approccio: dalla necessità di perder di peso, al mantenimento dello stesso attraverso una corretta informazione degli alimenti che si consumano. Accade spesso, inoltre, che mi si consulti per avere consigli rispetto ad un corretto piano alimentare da adottare per ciascun componente della famiglia, prevenire l’invecchiamento precoce o al fine di combattere a tavola una serie di condizioni patologiche diagnosticate (diabete, ipercolesterolemia, iperlipidemia, ipertensione, allergie, intolleranze). Il nutrizionista può redigere programmi di dimagrimento, di mantenimento e di aumento di peso, fare educazione alimentare per bambini, adolescenti ed adulti ed offrire consigli nutrizionali per donne in gravidanza, allattamento e menopausa. Per ciò che mi riguarda, sono inoltre molti gli sportivi annoverati tra i miei assistiti, soprattutto in considerazione del mio background strettamente legato al mondo del fitness. Questi ultimi si affidano a me per consigli e programmi nutrizionali di qualunque disciplina, sia a livello professionistico, sia a livello amatoriale al fine di poter ottenere un miglioramento della forma fisica ed il raggiungimento della performance sportiva ai massimi livelli. Nei casi in cui questo fosse necessario, inoltre, vengono fornite indicazioni per il corretto inserimento nella dieta di alimenti speciali per lo sport e/o integratori alimentari».

In cosa consiste una consulenza nutrizionale?

«La consulenza nutrizionale si avvale di una serie di step fondamentali il cui obiettivo primario è quello di sostenere il paziente che decide di intraprendere un percorso alimentare. È proprio da questo primo incontro, infatti, che si gettano le basi volte a definire l’obiettivo del paziente, i tempi e la modalità del programma da intraprendere. Nella prima fase dell’incontro, pertanto, viene effettuata un’attenta ed accurata anamnesi delle abitudini alimentari, dello stile di vita e delle informazioni cliniche e valutazione della composizione corporea, sia quantitativa (peso, altezza e circonferenze varie), che qualitativa, attraverso un esame bioimpedenziometrico per la valutazione dell’entità della massa corporea, ossia la qualità della massa muscolare, quantità di massa grassa e fluidi corporei e metabolismo basale. L’ultima fase è quella dedicata alla valutazione di un piano nutrizionale, quanto più possibile accettato e confacente alle esigenze personali del paziente».

«Noi siamo ciò che mangiamo», affermava Feuerbach, assai prima che la scienza riconoscesse ad un corretto stile di vita ed un sano regime alimentare un ruolo fondamentale nella prevenzione di determinate patologie. Quanto l’azione del cibo può davvero definirsi “preventiva”?

«Durante la sua evoluzione l’uomo ha perso la capacità istintiva di autoregolare la sua alimentazione. L’abbondanza di cibo, di sofisticazioni alimentari e soprattutto il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti quotidianamente, ci spingono a mangiare male e molto spesso più di quanto non preveda il nostro naturale fabbisogno energetico. Gli alimenti trattati in modo funzionale sono un vero e proprio farmaco, in quanto la quantità, la purezza e la dose rappresentano in questi casi la vera discriminante tra il veleno e l’antidoto. Governando, dunque, con lucidità la nostra alimentazione, il cibo diviene una potentissima arma di prevenzione e terapia, così come al contrario può rappresentare il più subdolo ed aggressivo vettore di malattie».

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