Mauro Angelucci, il capitano che tiene dritta la rotta

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Il presidente della CCIIA Chieti Pescara, Mauro Angelucci

Una fusione tra due province vicine ma diverse, un territorio che necessita di strategie economiche per il rilancio ed un’eredità complessa: chi è
l’uomo a capo della Camera di Commercio unica Chieti Pescara

A cura della redazione

Sono passati cinque mesi dalla nomina di Mauro Angelucci a presidente della Camera di Commercio unica Chieti Pescara. Un periodo non facile: una fase di assestamento dopo un terremoto che ha scosso l’intero Abruzzo con la perdita di Daniele Becci.
Ma un capitano d’azienda, con oltre 1.000 dipendenti nella sua OMA GROUP e sedi dislocate
in tutta Europa, sa che deve mantenere dritta la rotta, anche nel mezzo della tempesta più dura, senza mai perdere di vista l’obiettivo: creare una delle Camere di Commercio più grandi d’Italia. L’imprenditore, e questo Mauro Angelucci lo sa, deve tornare al centro di una politica economica nazionale in quest’ultimo periodo basata sull’assistenza e sugli aiuti di stato che, oggi, si ritrova impegnata in qualcosa di molto più imponente e concreto: una ripresa capace di destinare risorse agli asset strategici, senza perdere ulteriore tempo.

Un capitano d’azienda, un Presidente per tanti anni a capo dell’associazione degli
industriali abruzzesi. Cosa porta nella sua valigetta di imprenditore a servizio di
un ente così importante per la vita delle aziende?
«Nei miei anni di attività ho imparato che gli imprenditori hanno bisogno di risposte
immediate e soluzioni tangibili. Essi necessitano di investimenti di lungo periodo e di trasparenza sul mercato, due funzioni che l’Ente che ho l’onore di rappresentare incardina in pieno. Grazie, per esempio, al cassetto digitale, servizio promosso dal sistema camerale, riusciamo a garantire la tempestiva disponibilità dei documenti e delle pratiche all’imprenditore».

Come si sente nei panni di Presidente di una delle Camere di Commercio più grandi di Italia?
«Avverto, di fatto, l’obbligo di promuovere la competitività delle nostre imprese attraverso
interventi di eccellenza: non più una dispersione di idee e risorse, bensì una selezione di iniziative che siano realmente in grado di portare valore aggiunto al territorio ed incrementare produttività e fatturato delle aziende. Il mio obiettivo è partire da una strategia ben calibrata sulle nostre esigenze per poi muoversi su direttrici definite».

Il 7 marzo scorso ha preso la staffetta da un uomo venuto a mancare improvvisamente: non solo un Presidente, non solo un imprenditore ma soprattutto un amico per Lei. Cosa prende da lui e cosa lascia?
«Daniele ha lasciato un’eredità importante: non solo un ente unico ma soprattutto una squadra formata dalle migliori professionalità del territorio. A tutti noi tocca il compito di realizzare il suo disegno a favore di Chieti e Pescara, due realtà che, nella loro diversità, saranno capaci di trovare nuova ricchezza. Da Daniele sicuramente vorrei prendere la lungimiranza e la capacità di fare squadra: cosa lascerei non so, lo saprò quando
si tratterà di prendere decisioni importanti che, seppur in contrasto con la sua visione, saranno corrette per me, la mia Giunta ed il mandato per il quale siamo stati chiamati».

La versione integrale dell’intervista è in edicola su Abruzzo Economia n. 9

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